venerdì 30/07/2010




LE TAPPE DEL NOSTRO LICEO

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Alla fine degli anni '50 l’area dell'attuale Liceo “Louis Pasteur'' era occupata da colture sperimentali di un istituto agrario della Provincia: il Liceo nasce dunque con una vocazione ambientalista, che ha mantenuto e valorizzato nel tempo fino ad oggi, facendo del “verde” il suo tratto distintivo e accattivante.

Nel '66 vengono costruiti al 130 di via Giuseppe Barellai i primi due padiglioni dell’istituto: in questi è allocata la sede centrale del Liceo Scientifico “Guido Castelnuovo”.

Già nel ‘67 essi si trasformano in una succursale di questo Liceo, la cui sede centrale passa in Via Cesare Lombroso, dove è stato costruito un ampio edificio in mezzo ai campi, destinato a diventare famoso nella storia della scuola romana e italiana di quegli anni.

Nel 1969 la succursale del Castelnuovo prende il nome di XVI Liceo Scientifico e l’anno dopo se ne separa, diventando una scuola autonoma. In quegli anni, successivi al '68, si vive la contestazione – in misura minore rispetto al Castelnuovo, divenuto un liceo guida per l’intera città -, ma comunque con risvolti positivi anche se con qualche eccesso.

Nel '74-’75 il XVI Liceo è intitolato ufficialmente a "Louis Pasteur" e si arricchisce di un nuovo padiglione, il III, mentre bisognerà attendere ancora l’ '84 per la costruzione dell’ ampia palestra, che soddisfa le esigenze di una popolazione scolastica che supera abbondantemente i mille studenti.

Nel maggio del '77, il Pasteur vive una tragica esperienza: in occasione di una manifestazione del Partito Radicale a piazza Navona, una studentessa, Giorgiana Masi, simpatizzante del gruppo radicale, partecipando al corteo che chiudeva la manifestazione, rimane uccisa da una pallottola vagante. Nonostante la grandissima risonanza e numerose inchieste, ancora oggi siamo alla ricerca della verità e in attesa che la lapide che ricorda Giorgiana venga rimessa al suo posto sulla parete esterna del I padiglione. Negli anni immediatamente successivi alla tragedia, abbiamo ricordato la nostra compagna con dibattiti, concerti, filmati; poi, come tutte le cose di questo mondo, il ricordo è diventato memoria, e poi si è lentamente sopito. Intanto una cancellata dignitosa prendeva il posto della vecchia rete metallica in pessimo stato che consentiva l’entrata di estranei e la facile uscita di alunni poco responsabili ma molti anni e intense lotte con la Circoscrizione saranno necessari per ottenere una via Barellai bene asfaltata, dei marciapiedi abbastanza agevoli lungo il percorso e un buon servizio di mezzi pubblici collegati anche con la metropolitana.

Negli anni Ottanta una novità segna la vita del Liceo: l’apertura di un bar nel I padiglione. Punto di ritrovo per i docenti, fonte indispensabile di sostentamento per gli studenti sempre affamati di pizzette e tramezzini, il bar diventerà sempre più necessario. Nessuno adesso, con la scuola aperta fino alle 20.00 per le numerose attività extracurricolari, sopravviverebbe senza questo servizio che ci fa sentire sicuri nel mezzo di una verde, soleggiata ma solitaria campagna.

Nel 1994 viene inaugurato con qualche perplessità sulla sua struttura, che attualmente è in corso di adeguamento alle norme di sicurezza, il IV padiglione: esso consentì, grazie alle aule spaziose, ai laboratori, alle aule speciali per il disegno, di intraprendere nuove iniziative didattiche e culturali.

Nel 1997 la razionalizzazione della rete scolastica provinciale riporta, dopo circa trent’anni dal distacco che aveva segnato la nascita del nostro Liceo, le ultime classi del Castelnuovo, ormai in via di estinzione per mancanza di iscrizioni, nell’alveo del Pasteur, insieme con una biblioteca di circa 18 mila volumi e molte attrezzature scientifiche e didattiche - come il teatro - che hanno contribuito ad arricchire le dotazioni esistenti.

Nel 2000, con l’avvento dell’autonomia scolastica, la scuola si riorganizza con l’intento di rispondere meglio alle caratteristiche dell’utenza, proveniente sia dalla zona Trionfale e Balduina, sia dalla zona Cassia, Cesano e Anguillara. Nessuna nuova costruzione è avvenuta dopo il ’94, per cui l’ incremento delle iscrizioni – che sta riportando il Liceo ai più di mille studenti di un tempo – ha richiesto una razionalizzazione degli spazi esistenti, con il sacrificio di alcune aule speciali (come ad esempio il teatro, l’aula di scenografia, il laboratorio di falegnameria, ecc.), in attesa che venga finalmente costruito un nuovo padiglione, già progettato e finanziato dalla Provincia, in sostituzione del terzo, ormai danneggiato e fatiscente. Il progetto, predisposto dai tecnici dell’Ente Locale, ha tratto lo spunto da un’ idea nata all’interno di un percorso didattico di una classe quarta, che aveva come obiettivo la progettazione grafica e la costruzione in scala di un plastico per un padiglione scolastico. Nell’ottica di una valorizzazione dell’indirizzo scientifico vengono potenziati i laboratori e le attrezzature tecnologiche, viene realizzato il cablaggio in fibre ottiche di ogni aula per la collocazione di un punto Internet per eventuali navigazioni in rete, che fungano da supporto alle attività didattiche sia in orario curricolare che extracurricolare, si completa l’aula multimediale portando a 25 le postazioni, che vengono rinnovate e attrezzate in rete didattica, si rinnova il laboratorio informatico diventando anche linguistico, vengono riorganizzati gli spazi interni ampliando la nuova biblioteca, si mettono a norma i laboratori di Chimica e Fisica, si acquistano nuovi strumenti. Gli spazi esterni, già arricchiti di un giardino tematico e di uno stagno con flora e fauna per l’osservazione scientifica, vedono crescere giardini storici – medievale, rinascimentale e barocco -, realizzati con il concorso degli stessi studenti, campetti per il calcetto, il basket, la pallavolo. Con l’autonomia si intensificano e si istituzionalizzano i rapporti con il territorio: con le ASL per la tutela della salute e la prevenzione del tabagismo alcolismo e del disagio dell’adolescenza in generale; con le scuole medie per costruire percorsi di continuità attenti, oltre che ai contenuti didattici, anche agli obiettivi formativi ed educativi in un momento particolarmente critico dell’itinerario formativo, come quello del passaggio alle scuole superiori; con le Università per seminari di orientamento e esperienze di laboratorio di Fisica e Scienze. La Biblioteca, con i suoi numerosissimi volumi, trova nella collaborazione di studenti e docenti e nell’appoggio delle Biblioteche Borromeo e Cornelia, la spinta a riorganizzare il ricco materiale attraverso la catalogazione informatica anche per inserirsi nel circuito delle biblioteche metropolitane e prepararsi gradualmente all’apertura al territorio, e diventa la base per una serie di incontri con scrittori, scienziati e intellettuali che vi tengono conferenze e dibattiti. Nelle tradizionali mostre didattiche di fine anno – “Porte aperte al Pasteur”, già avviate da alcuni anni – si continuano a valorizzare i contributi creativi, artistici e intellettuali degli studenti, le cui opere fanno bella mostra nelle aule e nei corridoi del Liceo. Le coppe vinte nei campionati studenteschi e tornei internazionali di atletica, calcio, pallavolo, sci, a fatica ormai vengono stipate negli armadi. A maggio, ogni anno da tanti anni, un bello spettacolo conclude i lavori del Laboratorio teatrale.

Ma forse la novità più importante e significativa di questi ultimi anni è che gli studenti partecipano come protagonisti alla vita scolastica, sentono vivamente il valore della rappresentanza nei consigli di classe e nel consiglio di istituto, rispettano la loro scuola inventandosi anche domeniche ecologiche per pulire il parco con docenti e genitori e non trovano strano, a fine anno, organizzare rumorose feste piene di musica sul prato. E questo, nella storia di una scuola, è un traguardo importante.  


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